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Il biologico nel settore lattiero caseario

Il biologico nel settore lattiero caseario

Il termine biologico, spesso abbreviato in bio, viene applicato ad agricoltura, allevamento e pesca. E’ un metodo di produzione responsabile, sempre più richiesto dai consumatori attenti alle questioni ambientali e sociali. Scegliere biologico sugli scaffali vuol dire fare una scelta consapevole e sostenibile, che fa bene al Pianeta ed anche al nostro organismo.

Quando si parla di biologico si parla di un approccio diverso a tutto ciò che ci circonda. Il biologico comporta un cambiamento radicale nel proprio stile di vita e nella propria mentalità, soprattutto in quella degli agricoltori e dei casari.

Cosa significa biologico nel settore lattiero caseario?

“Il termine agricoltura biologica indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura. E’ quindi escluso l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi) “.

Agricoltura biologica significa sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria. Significa costruire un modello di sviluppo che possa durare nel tempo e che coinvolga attivamente l’utilizzo delle risorse naturali, senza esaurirle.

Il settore lattiero caseario è costituito da una filiera imprescindibile. Si parte dall’agricoltura, che offre nutrimento alle bovine, allevate per il conferimento del latte. Quando parliamo di latte o di formaggio biologici, parliamo di un’intera filiera interessata dal cambiamento.

Gli allevamenti certificati bio sono particolarmente attenti all’alimentazione ed al benessere animale e si differenziano da quelli intensivi per il rispetto delle necessità fisiologiche di ogni specie.

Latte e formaggi possono essere classificati bio grazie alla certificazione dell’allevamento di provenienza del latte stesso.

il biologico nel settore lattiero caseario

Quali sono le strategie alla base di agricoltura ed allevamento biologici

L’agricoltura biologica, per essere tale, non prevede l’utilizzo di sostanze chimiche e OGM. Questo tipo di agricoltura adotta tecniche di fertilizzazione dei terreni e di protezione dei campi completamente sostenibili. L’agricoltura biologica ricorre a particolari strategie per portare avanti l’intero ciclo produttivo.

In particolare, tra i fertilizzanti naturali è previsto l’uso di composti organici, come ad esempio il compost, oltre a quello di sostanze minerali ed alla semina di trifoglio e favino. Inoltre, vengono selezionate le varietà più resistenti ed utilizzati tecniche e strumenti del tutto naturali per arginare la diffusione di epidemie e parassiti (per esempio la consociazione, la rotazione delle colture o l’arricchimento della biodiversità) .

L’allevamento biologico, d’altro canto, prevede che vengano rispettati diversi parametri di benessere animale, a partire dalla scelta della specie più adatta e dalle relative cure veterinarie. Rispetto agli allevamenti convenzionali, la resa nel bio, in termini di produzione di latte, è del 20-30% inferiore.

I parametri fondamentali per la certificazione bio dell’allevamento sono:

  • Alloggiamento degli animali: agli animali deve essere consentito di muoversi, di avere sufficiente aria fresca e luce solare. Inoltre devono essere garantiti un’adeguata protezione dalle intemperie, ampie aree di riposo coperte da materiali naturali, libero accesso all’acqua ed al cibo.
  • Carico di bestiame allevabile per ettaro. Il Regolamento sull’allevamento biologico impone una ben precisa relazione tra la superficie aziendale ed il carico di bestiame allevabile. Questo è dettato dalla necessità di evitare situazioni d’inquinamento ambientale determinate dai reflui zootecnici. Viene infatti anche stabilità la quantità di deiezioni reimpiegabili nelle concimazioni.
  • Alimentazione. Gli alimenti debbono provenire da agricoltura biologica e possibilmente essere prodotti nell’ambito dell’azienda stessa. Non possono essere utilizzati promotori di crescita, conservanti, coloranti, urea, sottoprodotti animali (farina di carne o di pesce) o alimenti trattati chimicamente …

La certificazione BIO

I prodotti biologici sono identificati dal logo europeo per gli alimenti biologici, con la foglia sullo sfondo verde. Altro elemento molto importante nell’identificazione del prodotto biologico è l’etichetta, dove devono essere assolutamente riportate le seguenti informazioni.

  • Nome dell’ultimo operatore che ha maneggiato il prodotto.
  • Nome del prodotto, accompagnato dal metodo di produzione biologico utilizzato.
  • Ingredienti utilizzati, che devono essere per almeno il 95% del peso del prodotto di natura biologica.
  • Numero di codice: questo è forse l’elemento più importante dell’intera etichetta e costituisce un identikit dell’alimento. Il codice è una sequenza alfanumerica composta dalla sigla del paese (ad esempio “IT”), dal numero dell’organismo di controllo, con relativi codice produttore e codice prodotto (quest’ultimo non sempre indicato).

Conseguire la certificazione biologica comporta un impegno considerevole: infatti gli agricoltori, gli allevatori, ed in genere tutti i produttori che vogliono ottenere la possibilità di apporre logo e cartellino biologico, devono attenersi rigidamente al regolamento biologico (Cee 1804/99) e sottostare a controlli e sopralluoghi degli enti preposti nominati dal MIPAAF.

Caratteristiche di latte e formaggi bio

La composizione del latte dipende da diversi fattori. Essi possono essere legati alle caratteristiche del singolo animale (quali la razza e lo stato di salute), e a fattori esterni, quali l’alimentazione, il tipo di allevamento, il clima, la tecnica ed i tempi di mungitura. Questa è una prima, fondamentale ragione che differenzia il latte proveniente da allevamento biologico da quello convenzionale.

Se l’animale ha potuto pascolare, si è alimentato di foraggio fresco di tante varietà, non è stato “sfruttato” per produrre più latte ed è stato curato con prodotti naturali il suo latte avrà un valore aggiunto non solo per l’assenza di sostanze nocive quali residui di antibiotici e pesticidi, ma anche per una migliore qualità nutrizionale, grazie a un maggior contenuto di vitamine e acidi grassi essenziali come gli omega 3.